ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA, MEGLIO TARDI CHE MAI

 ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA, MEGLIO TARDI CHE MAI

A cura di Luigi Olita

L’iter legislativo per la creazione della ZEE (zona economica esclusiva) dell’Italia è giunta al termine. Prima firmataria del disegno di legge per l’istituzione della ZEE è stata l’onorevole del M5S Iolanda Di Stasio, dopo che numerose diatribe nate nello scacchiere Mediterraneo hanno visto alcuni paesi come l’Algeria, la Grecia e la Turchia violare il diritto del mare e danneggiare l’interesse nazionale italiano soprattutto dal punto di vista economico. La zona economica esclusiva è una fascia di territorio introdotta con la convenzione di Montego Bay del 1982 che ogni Stato ha la facoltà di istituire sino a 200 miglia nautiche dalle linee di base. La ZEE permette allo Stato di esercitare la propria giurisdizione per la tutela dell’ambiente marino e per lo sfruttamento delle risorse naturali presenti nello spazio acquatico. Accade che alcuni Stati allarghino la propria giurisdizione per quanto riguarda temi non previsti all’interno della convenzione di Montego Bay con l’obiettivo di “restringere le attività militari delle navi da guerra straniere nella ZEE, attuando controlli e sottoponendole ad autorizzazione”.

La convenzione di Montego Bay è estremamente importante all’interno del diritto internazionale del mare poiché stabilisce una serie di regole che consentono ad uno Stato costiero di stabilire le zone che gli appartengono e viceversa. Sono da considerarsi anche le acque territoriali, cioè la fascia marittima che arriva fino a 12 miglia nautiche dalla linea di base su cui lo Stato gode di una sovranità, seppur non completa; infatti, a differenza di quanto avviene nelle acque territoriali, le navi straniere possono passare liberamente per queste acque, a patto che rispettino il principio di transito inoffensivo che non costituisca una minaccia per lo Stato. La convenzione di Montego Bay, inoltre, stabilisce che la lo Stato in questione proclami la sua ZEE e la affermi a livello internazionale. L’Italia fino alla firma del disegno di legge non si era attivata per costituire questa fascia marittima, ma l’ultima diatriba con l’Algeria, la quale ha stabilito ed esteso i suoi confini fino ai piedi dello stivale, ha accelerato questa necessità. Il 6 novembre il disegno di legge è stato approvato quasi all’unanimità alla Camera dei deputati. Ora arriverà in senato, dove dovrebbe ricevere, anche lì, l’approvazione. L’istituzione della ZEE per l’Italia è molto importante perché consente alla Repubblica di preservare i suoi interessi nazionali, in un periodo storico dove il Mar Mediterraneo è teatro di scontri diplomatici tra svariate potenze.

Luigi Olita

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